Italia divisa sulle due ragazze Greta e Vanessa.
Certo le due cooperanti ventenni ci hanno lasciato sulle spine per circa 5 mesi. Anche i più duri, quelli che sottolineavano la linea dura, niente trattative, niente riscatto, alla fine, credetemi parlando con loro speravano in una liberazione. Perché la nostra cultura italiana, buonista è diversa da quella americana e di quella del resto del mondo. In Italia la vita di due ragazze giovane ha un valore, che è difficile interpretare anche dai ‘più duri di cuore’ che sono i primi a tenere alta l’attenzione. Il popolo di facebook si è diviso, ho letto vari commenti pro e contro. Tutti hanno sicuramente seguito i commenti di Marco Caccianiga, allenatore dei giovanissimi del Varese Calcio, che si da subito si è schierato per un pagamento, e portale a casa. Ma la riflessione più emblematica è stata fatta da Jessica Vaghi, giovanissima, stessa età di Greta e Vanessa, stesso temperamento, stessa grinta, tanta voglia di cambiare il mondo, che ha scritto su facebook ” son contenta che le due ragazze siano tornate vive, perché è sempre di vite umane che stiamo parlando e una vita umana non ha prezzo. Ma ora possiamo evitare di lasciar partire qualcun altro eroe per una zona di guerra pericolosa, visto che di soldi non ci sono”, Saggie parole che mi danno spunto a due riflessioni umane. Nulla in contrario a chi va a far del bene in giro per il mondo, ad aiutare il prossimo, ma ci sono delle zone fortemente a rischio, e qui bisogna avere la mano dura noi adulti a dire di no. Ovvero lo spirito dei vent’anni ti spinge a forme di eroismo, però credo che i genitori, l’associazione per cui cooperavano, gli stessi funzionari dei vari visti avrebbero avuto il sacrosanto dovere di impedire questa viaggio. A priori era già pericoloso gestire l’organizzazione, …..no bisognava dire di no, il volontariato potevano farlo altrove in zone molto meno pericolose. Seconda considerazione. Perché mentire spudoratamente sul pagamento davanti al parlamento. Ormai tutti sanno che il ricatto è stato pagato, purtroppo questi soldi non finiscono in fin di bene ma servono a comperare armi, effetto opposto a ciò che volevano Greta e Vanessa. Non polemizziamo troppo sul versamento del riscatto. Abbiamo fatto cose ben peggiori in anni passati. Ora dobbiamo portare a casa i due fucilieri della Marina tenuti in ostaggio in India. Qui i soldi servono a poco, in quanto l’India e terra di conquista delle più grosse multinazionali mondiali, qui c’è in gioco il potere economico, e come spesso accade, il cerino è in mano nostra e gli altri Stati se ne fregano, vedi Europa e Stati Uniti. Questa si che è una partita dura da giocare sul piano della mediazioni, e la posta in gioco è altissima magari perché no in cambio dei due militari una nuova base militare……o di una multinazionale che fabbrica sostanze chimiche nocive ….. tanto noi la verità non lo sapremo mai………..come non sapremo mai la cifra del pagamento di Greta e Vanessa
Claudio Ferretti